Recensione de LA CASA DEL DEMONE.
Autore: Mauro Saracino
Editore: Asengard Edizioni
recensore: Tribastone Salvatore
A tutti quelli che si sono smarriti in qualche posto oscuro. Da qualche parte brilla sempre una luce… se siete abbastanza coraggiosi da cercarla.”
Così Mauro Saracino, autore de La Casa del Demone esordisce prima di permetterci l’ingresso nella “sua casa”. E l’invito è rivolto a chi sa che nella vita ci si perde spesso nei meandri delle proprie oscurità, laddove non è facile trovare una via d’uscita, benché tale via sia stata sempre a portata di mano e a chi è ben cosciente che solo con coraggio tale via potrà essere davvero varcata.
Questa è l’avvincente avventura di Oliver Graham, un giovane come tanti ma con un coraggio che solo in pochi possiedono. Graham è il classico ragazzo londinese, amante della birra e dei locali notturni, dedito a rimescolare continuamente i suoi pensieri e i suoi sogni, osservandoli nascere e morire nella schiuma di una birra o nella risata di un amico. E sebbene la vita avrebbe dovuto indurre il nostro giovane protagonista a star sempre più lontano dal resto del mondo egli, anche se a modo proprio, vi si avvicina sempre di più. Nulla di più, nulla di meno, quindi, di tanti giovani anche se la sua prerogativa sta proprio nel suo essere comune e desiderare di non esserlo.
Oliver è l’eroe imperfetto che proprio grazie a tale imperfezione è amato e invidiato al contempo. Impossibile non affezionarsi a quella figura: chiunque vorrebbe un amico “Oliver” al proprio fianco, perché nel suo essere incompleto ed imperfetto è molto vicino al lettore, più di qualsiasi personaggio costruito di cui molti scritti abbondano.
Oliver è chi scrive, Oliver è chi legge, Oliver è accanto, Oliver è dentro. Ma ci sono cose, però, che solo lui è in grado di fare o di pensare, solo Oliver, e nessun’altro. È in questo che il lettore riconoscerà la grandezza del protagonista e il suo non poter essere altri che ciò che egli è realmente. Un personaggio di notevole spessore che l’autore ha saputo rendere tanto reale quanto unico ed irripetibile. Non ci saranno altri Oliver né qualcuno potrà mai aver la presunzione di emulare un simile protagonista.
E sarà proprio il nostro protagonista ad accompagnarci in quell’avventura che diventerà sin da subito l’avventura di ognuno di noi e non sarà semplice staccare gli occhi e la mente dalle pagine che l’autore ha scritto, impregnandole di momenti di paura, timore ma anche, a tratti, di comicità. Una comicità che è propria dei personaggi ed è reale e mai fuori luogo proprio come avverrebbe nella realtà anche se, dopo aver letto il libro, ognuno avrà seri dubbi su cosa dovrà considerare reale e cosa, invece, no.
Oliver entra in quella Casa, la casa del Demone, prendendoci per mano e conducendoci con lui ma proteggendoci. Il lettore avrà sempre tale sensazione: si sentirà sicuro e protetto dal protagonista stesso il quale, di contro, appare l’unico che possa rischiare ogni cosa dal momento che, abilità dell’autore, egli è lì non per un compito reale, ma come vittima al posto del lettore. Oliver è colui che, con coraggio, accompagna chi legge, in mezzo alle proprie paure, mostrandogli che esiste un modo per affrontarle e combatterle ed egli, prova di grande amicizia e fedeltà, si mette in mezzo, tra il lettore e le sue paure. Ma cosa accadrà al nostro Oliver che rischia al posto nostro?
Per scoprirlo è necessario leggere ogni pagina del romanzo, gustandone ogni parola, ogni scena, ogni attimo. È solo allora che il lettore sentirà il respiro affannato di Oliver, i suoi passi e il suo stesso tremore mentre cerca in ogni modo di uscire dalla casa e senza neppure accorgersene vedrà se stesso accanto al protagonista e parlerà con lui, e sentirà ciò che Oliver sente e correrà con lui alla ricerca di quella luce… ma solo chi sarà “abbastanza coraggioso da cercarla” troverà la luce in mezzo a quell’oscurità, la porta per uscire fuori… se mai un “fuori” dovesse esserci.
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